
Kimi Antonelli a Monza: è successo davvero
Quando noi scrittori progettiamo una scena d’azione, ci scontriamo sempre con una regola non scritta: il patto di verosimiglianza con il lettore. Puoi inserire qualsiasi colpo di scena, ma se calchi troppo la mano con l’incredibile, il lettore chiuderà il libro pensando: “Dai, questa è una trovata assurda”.
È esattamente quello che ho pensato io mentre scrivevo una sequenza per il mio romanzo IL BATTITO NEL VENTO. Avevo immaginato una pilota di MotoGP che, partendo dall’ultima posizione sulla griglia, riusciva a mettere a segno una rimonta furiosa fino al terzo gradino del podio. In fase di revisione mi sono detta: “Forse sto esagerando, nella realtà non succederebbe mai, è pura finzione scenografica”.
Poi è arrivata la domenica di Monza.
Il “miracolo” di Kimi Antonelli a Monza: quando la F1 supera la finzione
Nel Gran Premio d’Italia a Monza, Kimi Antonelli ha preso la mia cautela narrativa, l’ha accartocciata e buttata nel cestino. Partito dalla 19ª posizione in griglia, il diciannovenne italiano ha messo in piedi una gara d’altri tempi, superando un avversario dopo l’altro su uno dei tracciati più veloci e complessi al mondo.
Ma non si è fermato al terzo posto (quello che io, da scrittrice timorosa, avevo assegnato al mio personaggio). Kimi è andato oltre: ha conquistato la vittoria assoluta, riportando il tricolore sul gradino più alto del podio di Monza.
L’arte di piegare le regole (in pista e sulla pagina)
Alla fine la scrittura e le corse cercano la stessa cosa: l’imprevisto perfetto. Quando metti sulla carta un sorpasso azzardato, stai cercando di regalare a chi legge quel brivido di incredulità che ti fa saltare sul divano.
La differenza è che io, per far arrivare la mia pilota sul podio, ho dovuto inventare una strategia di gara e sudare tre camicie sulla tastiera. Kimi Antonelli ha preso il casco, è salito in macchina e ha fatto sembrare la mia fantasia il gioco delle tre carte.
Da oggi in poi, quando qualcuno mi dirà che una scena dei miei libri è “troppo romanzata”, gli risponderò semplicemente: “Hai presente Kimi Antonelli a Monza?”
Far partire un pilota 19° a Monza e vederlo vincere la gara è una di quelle probabilità che sfidano la matematica e la logica del motorsport. Ma la bellezza di storie come quella di Kimi Antonelli sta proprio qui: ricordarci che le grandi rimonte non appartengono solo alla finzione narrativa, ma anche alla realtà di chi ha il coraggio di accelerare.